martedì 22 dicembre 2009

Reportage da Mont Saint Michel e dintorni

Le foto da Hastings (vedi post del 24 Nov) hanno convinto l'amico Pietro a passarmi queste inusuali (non turistiche) immagini e qualche informazione della sponda opposta, quella francese, della Manica.



L'ampia baia di Mont Saint Michel (40 km circa) è da sempre teatro di spettacolari maree; il mare sale anche di 15 m e "arriva all'orizzonte con la velocità di un cavallo al galoppo" (detto bretone) per rilasciare di nuovo la terra fertilizzata "pres sales" (vedi Google Earth)


camminare nel mare a perdita d'occhio (il mare si ritrae per chilometri) ed esplorare il suo fondo è esperienza unica, ma sempre con l'orologio e il calendario delle maree a portata di mano; come evitare invece le sabbie mobili, è tutto un altro discorso!


L'insabbiamento della Baia permette a tutti di fare una originale pesca a piedi di molluschi, ma anche di allevarli con chilometri di "bouchot" (filari) sui quali raccogliere con trattori la prelibata "Cancale" (dall'omonima città) una delle ostriche più saporite
















Una buona occasione, anche questa, per aggiungere dall'archivio maredamare qualche altro elemento simbolo del Mar di Bretagna

alcuni dei 15 fari che segnano la costa bretone del Canale della Manica:
da "Pierre de Herpin" che appollaiato su uno scoglio alto 25 m, sorveglia dal 1882 l'ingresso alla baia di Mont Saint Michel










a Punta "Saint Mathieu" nel Finestere Nord "dove termina il vecchio mondo: questo è il suo punto più avanzato" Flaubert; qui dal 1694 ogni notte i monaci dell'abbazia di "Finis Terrae" tenevano acceso un fuoco per guidare i marinai
"l'Ile Viergè" è uno dei fari sempre controllati da un guardiano sin dal 1845 quando cioè è stato inaugurato quello più basso; rientra tra i fari chiamati "enfers" (quelli più ostici)
"le Roches Douvres" è del 1954 e sorge nel luogo più inospitale del Canale, tanto che il primo faro fu terminato nel 1868 dopo 40 anni a causa delle violente correnti che funestano l'isolotto
la costa disseminata di isole e banchi di sabbia che si formano con le maree è il paradiso dei pescatori sia per la facile manutenzione delle barche che per la pesca "pechè au carrelet" (pesca con reti quadre)appollaiati su questi capanni "pecheries" molto simili ai nostri "trabocchi"


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